
L’altro giorno ero a Macerata e sono stato fermato da un’amica che intendeva commentare quanto accaduto durante il Consiglio Comunale di Camerino del 27 aprile 2023 dove la maggioranza ha impedito lo svolgimento pubblico della riunione sulla discussione di una mozione di sfiducia nei confronti del dott. Cesare Pierdominici proposta dall’opposizione. Nel corso della riunione il vicepresidente del consiglio avv. Fedeli chiedeva di consegnare i cellulari, per impedire, forse, eventuali registrazioni di audio e di immagini, come quella del presidente del consiglio che mostrava o lanciava una pomata per il prurito anale verso l’opposizione (chiamata dallo stesso Pierdominici Locoidon)?
Ho cercato di evitare il confronto con l’amica facendo credere di sapere ben poco dell’accaduto. In verità m’imbarazzava parlarne, ma ho tenuto a ribadire che i camerinesi che attualmente compongono la maggioranza del consiglio comunale non sono tutti fatti della stessa pasta.
Per ricapitolare la vicenda: il presidente del consiglio dott. Cesare Pierdominici pubblica dei commenti in un post su facebook sull’aspetto fisico della pallavolista Paola Egonu e della segretaria del Pd Elly Schlein, suscitando la disapprovazione di molti cittadini e un comunicato stampa del Circolo del PD che chiede un intervento della maggioranza e le dimissioni del presidente del consiglio.
L’opposizione in consiglio comunale propone una mozione di sfiducia nei confronti del Pierdominici. In sede di discussione la maggioranza del consiglio, per quanto se ne sa, su proposta del vicepresidente del consiglio stesso, avv. Fedeli, decide di far svolgere la riunione a porte chiuse, tanto che viene chiesto ai vigili urbani presenti di far allontanare il pubblico. Il Fedeli chiedeva poi, a tutti i consiglieri, di spegnere i cellulari e, successivamente, di posarli sul tavolo, poi anche di consegnarli. A questo punto si dice che Pasqui, intervenuto forse rendendosi conto della stupidità di quanto preteso, specificava che la richiesta del cellulare era solo un invito.
La maggioranza ha giustificato la decisione di svolgere il punto a porte chiuse in quanto riteneva che si stesse discutendo di un fatto “personale”, ma come è possibile se si stava discutendo la censura a delle dichiarazioni PUBBLICHE del Pierdominici?
Quanto accaduto, se non fosse un fatto grave dove sono stati violati i più elementari istituti cardini che reggono i consessi dei consigli comunali, verrebbe da dire che è comico.
Purtroppo l’arroganza è stata la cifra dei due ultimi mandati ma, questo ultimo, è certamente peggiore del precedente.
Il Pierdominici ha espresso pubblicamente delle opinioni e ciò che veniva chiesto era una censura alle sue esternazioni, non degne di un consigliere comunale, ancor più di un presidente del consiglio che ha come funzione primaria l’imparzialità e l’indipendenza, pertanto non vi erano ragioni per una riunione segreta del consiglio comunale. Non poteva essere una riunione a porte chiuse perché non si discuteva di dati riservati e personali (come, ad esempio, dello stato di salute del Pierdominici) ma di prese di posizioni pubbliche e pubblica doveva essere la discussione.
Tutta la vicenda colpisce per tanti aspetti. Tralasciando il comportamento del presidente del consiglio nonché del suo vicepresidente, stupisce il comportamento degli altri consiglieri comunali della maggioranza che non hanno manifestato un minimo di orgoglio istituzionale opponendosi o censurando i fatti sopra descritti. Non si fa certo riferimento al consigliere Pasqui, che conosciamo per approfittare di ogni questione pur di galleggiare, ma a quei giovani consiglieri, come Salvetti e Piscini, che non hanno percepito la gravità dei fatti. Ci piace pensare che tutto sia dovuto ad una carenza di sensibilità istituzionale e non al sottile piacere che può derivare dall’occupare uno scranno che fa soprassedere a fatti così gravi lesivi della dignità del supremo consesso della città. Mi vengono i brividi nel solo pensiero che, forse, mezza provincia ha riso di noi con ghigno di sufficienza nei confronti dei camerinesi.
C’è da aggiungere che il Pierdominici ci mette il “carico da undici”, aggravando la sua posizione politica, quando denuncia sulla stampa la violazione della segretezza da parte di quei consiglieri che hanno denunciato i fatti accaduti nella seduta: ma quale segretezza, comportamenti sciocchi e decisioni politicamente illegittime e lesive dalla dignità del supremo consesso merita di essere portato a conoscenza non solo della comunità locale ma a livello nazionale! Era obbligo dell’opposizione far conoscere quanto accaduto perché il comportamento della maggioranza era illegittimo a monte: la riunione non poteva e non doveva essere segreta.
I. T.