La grave difficoltà in cui vive la sanità pubblica è sotto gli occhi di tutti, i più colpiti sono i ceti deboli che non possono rivolgersi a quella privata. Prenotare degli accertamenti specialistici è praticamente impossibile o, quando è possibile, vengono proposte dal centro di prenotazione date assolutamente improbabili. Migliaia di persone rinunciano a curarsi perché non hanno i soldi o i mezzi per spostarsi, considerato che per effettuare gli accertamenti vengono indicate strutture distanti dal luogo di residenza anche decine e decine di chilometri. Tutto questo accade perché lo Stato e la Regione Marche non investono nella sanità pubblica e perché vogliono favorire quella privata.

La politica nazionale e regionale, soprattutto negli ultimi tempi, è finalizzata ad avvantaggiare determinati gruppi economici e sociali per avere maggiore consenso politico e consolidare il potere di chi governa.

Diversamente non si spiegano certe decisioni che lo Stato o le sue articolazioni stanno adottando a danno dei cittadini.

Si pensi all’ordinanza del Commissario Straordinario per il terremoto n. 204 del 12.9.2024 che ha modificato la n. 105/2020. Con tale ordinanza il Commissario dispone una serie di modifiche a tutto vantaggio degli edifici di culto, non certo dei privati. Tra queste modifiche è previsto un contributo di un bel 3% sull’importo dei lavori a favore della Chiesa per la custodia dei beni mobili relativamente alle strutture oggetto di intervento di ricostruzione o consolidamento. Per di più tale importo del 3% può essere calcolato in sommatoria con altri interventi e può essere utilizzato per l’acquisto di altri immobili. Evito di fare conteggi per non amareggiarmi ulteriormente, considerato che siamo in presenza di flussi finanziari di centinaia di milioni a favore della Chiesa.

Tutto ciò lo trovo, personalmente, una vergogna.

Se guardiamo la Curia di Camerino ci rediamo conto dell’assurdità di tale situazione: la Curia, oltre ad avere beni disponibili, recuperati con i finanziamenti pubblici o non colpiti dal terremoto, mette a rendita i suoi beni ricavandone sostanziosi guadagni e, poi, si fa dare i soldi per custodire i beni mobili; tutto ciò non stride? E’ tutto normale? Cioè la Curia di Camerino guadagna due volte con i soldi pubblici: da una parte affitta a ditte private o ad enti pubblici (es. Erdis da cui ha incassato oltre 600 mila euro) e, dall’altra, incassa il 3 % per custodire i propri beni mobili. Ovviamente questo 3% va ad aggiungersi all’altro 2% che la Curia percepisce per il contributo per il proprio personale impegnato nella ricostruzione (circa il contributo del 2% si veda Rigenerazioni.blog  “chi puote puote, chi non puote se la scuote” e “Massara: dall’imprenditoria alla santità?”).

La missione imprenditoriale del Massara grazie al terremoto è indiscutibile, a dispetto del messaggio evangelico: la Curia compra al centro di Camerino dei locali a confine del palazzo vescovile (atto notarile del 20 giugno 2022), forse per farci un ristorante (ma non vi era una libreria?) a cui si potrebbe dare il nome “U successone”.  Il vescovo nel contempo non è disponibile a sostenere una comunità di credenti a San Severino Marche che avevano chiesto un intervento economico per recuperare dei locali destinati ad attività religiose.

Nei confronti dei poveri e dei deboli che non possono curarsi, anche qui nelle Marche o nei confronti di coloro che non hanno di che vivere, come si può giustificare un tale spreco di denaro? Nessuno prova vergogna? I fedeli, che credono al messaggio evangelico di solidarietà per i deboli e non al denaro innalzato a divinità, non hanno nulla da osservare?

I.T.