
E’ apparsa la notizia che la Conferenza dei Servizi, convocata dalla Commissario Straordinario (Sisma 2016), ha approvato il progetto per la ristrutturazione della chiesa di Macereto per euro 3,41 milioni. Questa cifra va ad aggiungersi ai 5.913.416,65 di euro per gli altri immobili, in parte a carattere recettizio, del complesso di Macereto, per i quali già vi era l’appalto. Appare che la Diocesi di Camerino si è preoccupata di far recuperare subito gli immobili a carattere economico del complesso di Macereto prima ancora della chiesa.
Non entro nel merito della somma di oltre 3.000.000 di euro per l’intervento sulla chiesa, anche se il contributo appare decisamente alto, considerato che il lavoro verrà affidato al consorzio Atlante Spa, con la onnipresente MG Restauri già presente a Macereto.
A prescindere dalle impressioni e dalle approssimative valutazioni, ciò che colpisce è che le ordinanze circa i beni ecclesiastici prevedono particolari vantaggi per la Chiesa stessa rispetto a quelli concessi ai comuni mortali.
Se ne sottolineano, per ora, solo tre aspetti. Il primo è che il recupero dei beni ecclesiastici è di competenza diretta della struttura del Commissario Straordinario, diversamente dal recupero di quelli dei privati. Il secondo è l’esistenza di un ulteriore contributo significativo per la struttura amministrativa della Diocesi impegnata nella ricostruzione, relativo all’impegno del proprio apparato amministrativo coinvolto.
Preme sottolineare, come terzo aspetto, che la Chiesa ha a disposizione una conferenza dei servizi che non hanno i privati. La funzione della conferenza dei servizi è quella di velocizzare gli interventi; a tale conferenza vi partecipano tutti i soggetti pubblici interessati all’intervento i quali esprimono il proprio parere senza ulteriori “passaggi” tra enti.
Altro sconclusionato pensiero: come mai tutto è pronto per l’appalto per la chiesa di Macereto mentre non lo è per quello del Duomo di Camerino? Certamente il sito di Macereto è molto importante, ma nella città ducale la Chiesa ha ristrutturato il collegio Bongiovanni, ed è in corso da tempo la ristrutturazione dell’arcivescovado (forse il più grande appalto dell’area del terremoto), ma non iniziano i lavori al Duomo. Forse la ditta che dovrebbe fare i lavori ha altri impegni?
Ultimo sconclusionato pensiero: considerato che la Chiesa deve allo Stato oltre 11 miliardi di tasse non pagate (che, tra l’altro Papa Francesco, a suo onore, ebbe a dire nel corso di una messa trasmessa dal canale TV 2000 essere un grave peccato) perché non fare una compensazione col denaro che dovrà ricevere dallo Stato per la ricostruzione? Se devo darti i soldi per la ricostruzione, soprattutto per le strutture non strettamente a carattere religioso, compensiamo il tutto, così la Chiesa potrà adempiere ai propri obblighi morali e civili e rispettare quello che Papa Francesco ha detto.
I. T.