Abbiamo appreso, con grande piacere, delle decisioni del Tar Marche (sentenze pubblicate il 19 ottobre del 2023, n. 641/2023 r.g. 73/2022 REG.RIC. e n. 642/2023 r.g. 74/2022 REG. RIC.) che hanno annullato gli atti che escludevano i Comuni di Castel Sant’Angelo sul Nera e Montecavallo dall’Unione Montana Marca di Camerino. Tali atti sono perfino stati avallati da una mostruosa legge regionale voluta, tra l’altro, dal consigliere regionale Marinelli.

Prima ancora del diritto vi è la logica e il buon senso: come si fa ad escludere dei comuni montani dall’Unione quando vi è la necessità di fare fronte comune di tutta la zona montana? Una mostruosità; non vi sono altre parole per definire la situazione che si era venuta a creare per decisione della stessa Unione Montana. Ancora più mostruosa la legge regionale della destra marchigiana (l. r. n. 1 del 2022) che ha inteso prorogare l’esclusione dei comuni dalle Unioni Montane sino al 2025; come ha potuto una istituzione così importante supportare tali logiche, invece di favorire il rafforzamento della zone montane?

Non troviamo spiegazioni a tanta sciocchezza se non nelle sottili logiche di potere e alleanze interpersonali finalizzate ad impedire diversi equilibri istituzionali. Le istituzioni non devono essere strumenti per contrastare chi potrebbe pensarla in modo diverso, ma oggi, purtroppo, questo appare il criterio prevalente.

Un’altra annotazione s’impone: comuni come quello di Camerino di fronte a tale situazione avrebbero dovuto erigere barricate, invece si sono adagiati, per ragioni incomprensibili, a tanta illogicità e mostruosità, sino ad arrivare a sostenere i Marinelli, ma anche i Pasqui, nella campagna elettorale, pur sapendo di quale pasta sono fatti.