Il Comune di Camerino ha pubblicato un bando (bando di concorso di idee finalizzato alla presentazione di proposte e progetti tesi a rivitalizzare la situazione socio economica del territorio camerte), oramai scaduto, che aveva l’obiettivo di raccogliere idee per l’amministrazione comunale per favorire la ripresa della città, drammaticamente sconvolta dal terremoto. A chi abbia presentato un progetto valido verrà assegnato un premio di quasi 5 mila euro. La somma sarebbe corrispondente all’indennità di cui avrebbe diritto il presidente del consiglio comunale e che lo stesso mette a disposizione. Tralasciamo due considerazioni: la prima, l’assoluta inutilità della carica di presidente del consiglio comunale, fatta solo per moltiplicare i posti che in politica fanno sempre comodo, e la seconda, che si collega alla prima: la pessima figura del presidente stesso che invece di garantire l’imparzialità e il rispetto delle leggi ha fatto ridere una buona parte della provincia con la sua pomata.

Il bando è il sintomo dell’incapacità dell’amministrazione retta dal Lucarelli di vedere il futuro, l’indice di un fallimento. La lista Lucarelli è stata eletta sulla base di un ampio e dettagliato programma elettorale ed ora è costretta a fare bandi per avere idee. E’ pur vero che il programma elettorale della lista Lucarelli è il risultato anche di copiature (es. Commissione Europea) come purtroppo fanno molte liste sparse per l’Italia, ma avere amministratori che devono fare bandi per avere idee è veramente avvilente.

Qualcuno direbbe “Vi ho votato per questo, per prendere decisioni e assumerne la responsabilità”.. o no? Tra l’altro, alcune peculiarità del bando stesso fanno quasi sorridere, benché amaramente: per esempio, potevano presentare proposte “tutti i cittadini camerti”, il che rende la partecipazione quasi un privilegio per pochi, ormai, e come se idee forestiere non possano portare nuova linfa un modo di vedere il mondo.. dal cucuzzolo (in effetti Cucinella non era autoctono, peccato); poi era necessario “indicare la fattibilità e sostenibilità economica” dei progetti, nonché la sostenibilità e dove trovare i fondi. Sovviene un altro pensiero: nemmeno gli eletti credono al proprio programma elettorale.