
Intervista a Maria Orietta Minnucci, SPI CGIL sindacato pensionati della Cgil:
- Con il congresso sei stata di recente riconfermata alla guida della Lega Distrettuale di Matelica dello SPI CGIL. Come è stato il lavoro fin qui?
La mia esperienza di volontariato attivo nel sindacato dei pensionati della CGIL è iniziata in piena crisi pandemica, era il 13 maggio 2020 quando i dirigenti dello SPI provinciale mi chiesero la disponibilità di alcuni pomeriggi da dedicare all’accoglienza presso la Camera del Lavoro di Matelica. Io provengo dal settore pubblico, ho lavorato per 42 anni in un piccolo Comune, pertanto non sono del tutto digiuna dal conoscere i servizi offerti dal sindacato. MA CREDETEMI NON E’ STATO FACILE. La Lega SPI Cgil di Matelica era senza segretario a seguito del decesso del compagno Lindo Morichetti, a dicembre del 2021 sono stata eletta in sua sostituzione, ora riconfermata con il congresso svoltosi il 4 gennaio 2023.
Durante la pandemia l’attività delle Camere del lavoro situate nel territorio è proseguita, anzi rafforzata a seguito dei tanti provvedimenti legislativi collegati alla crisi sanitaria. LE NOSTRE SEDI NON SONO STATE MAI CHIUSE AL PUBBLICO, a differenza di altre istituzioni pubbliche .
Debbo dire che abbiamo avuto una grande fortuna nell’aver trovato nuovi volontari in persone capaci, intelligenti che sanno lavorare in gruppo, stimate dai cittadini ed insieme ai compagni di lunga data si è formata una bella squadra.
Riporto alcune date in cui noi della Lega SPI di Matelica siamo stati presenti ed attivi:
16.12.2021 – A Roma allo SCIOPERO GENERALE – in Piazza del Popolo con la presenza dei leader di Cgil e Uil. Il motivo dello sciopero era la manovra del governo Draghi considerata insoddisfacente da entrambe le organizzazioni sindacali CGIL e UIL.
21.12.2021 – A noi volontari SPI è stato presentato il progetto “Legalità”- (non sottovalutiamo il grave problema della mafie) subdole – sottobanco ma esistono, specialmente ora da noi che stiamo ricostruendo i nostri paesi le nostre case.
01.01.2022 – Con l’entrata in vigore dell’assegno unico, già a partire dal mese di gennaio 2022 le nostre sedi sono state “inondate” da richieste di informazioni e da richieste di appuntamenti per l’ISEE, quindi noi volontari attivi presenti all’accoglienza oltre a studiare la normativa (anche un corso on-line il 21 gennaio) siamo stati molto impegnati a dare una mano ai servizi.
GUERRA – 24 febbraio 2022, la Russia invade il territorio ucraino: le iniziative contro la Guerra indette dal sindacato e da altre organizzazioni sono state tante, ricordo la nostra del 26 febbraio 2022 a Macerata – LA PACE IN PIAZZA, in tutte le nostre sedi sventolavano le bandiere della pace.
La celebrazione del 25 aprile del 2022 è stata molto partecipata, sia nei luoghi più significati dove si sono svolti i tragici fatti legati alla nostra Resistenza, sia nelle piazze o davanti ai monumenti dedicati ai caduti di tutte le guerre. Noi siamo stati presenti e promotori della cerimonia dell’inaugurazione del restauro del monumento alla Resistenza di San Severino Marche – restaurato anche con il contributo e lo sforzo del sindacato SPI/cgil nazionale e dello SPI regionale.
Anche il 1^ maggio 2022 per ricordare le tante morti sul lavoro ci ha visto protagonisti della cerimonia a Matelica.
Abbiamo iniziato la contrattazione sociale:
– il 12 maggio 2022- incontro con il Comune di Esanatoglia
– il 18 ottobre 2022 – incontro con il Comune di Matelica
Nel mese di novembre 2022 – incontro con il Dirigente dell’Ambito territoriale socio-sanitario di San Severino Marche per discutere della situazione dei servizi sociali nel nostro territorio, per contrattare sul territorio interventi che rafforzino lo stato sociale. Intervenendo in quelle situazioni di disagio sociale e fragilità a prescindere dall’età, (certo noi non siamo i servizi sociali) comunque possiamo dare il nostro contributo in alcune situazioni.
Nel mese di ottobre 2022 è iniziata la fase pre-congressuale di tutto il sindacato CGIL, rinviata di alcuni mesi a seguito delle elezioni politiche del 25 settembre 2022. Il percorso è partito con le assemblee di base delle categorie, noi dello SPI abbiamo svolto nel territorio della Lega di Matelica n. 6 assemblee ( Camerino- San Severino-Matelica. Esanatoglia- Muccia e Castelraimondo) abbracciando tutto il territorio molto vasto- per poi giungere al 4 gennaio 2023 al Congresso della Lega. Durante le assemblee sono state affrontate tante problematiche, e il dibattito, alcune volte con tono acceso, è stato sempre proficuo ed interessante. Ora proseguiamo con il Congresso Prov.le e poi con quello Regionale, infine con il congresso Nazionale.
- La Legge Finanziaria, approvata di recente, non vi è piaciuta tanto che siete scesi in Piazza. Quali sono le questioni che più vi preoccupano?
La legge finanziaria prevede:
– la pensione anticipata con quota 103 – 41 anni di contributi e 62 di età
– la proroga 2023 dell’APE SOCIALE
– la proroga di Opzione donna con innalzamento dell’età a 60 anni (con sconto di 1 anno per 1 figlio, 2 anni con 2 figli o più)
– nuova rivalutazione con percentuali piu alte per le pensioni fino a 4 volte il minimo e percentuali ridotte per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici superiori a quattro volte il trattamento minimo. Non sono comunque pensioni da ricchi e sono percepite da coloro che hanno versato molti contributi nell’arco della loro vita lavorativa
– incremento transitorio delle pensioni minime a 600 euro per gli over 75.
Sono queste le misure transitorie che NON CI PIACCIONO perché non danno risposte adeguate: dopo un tira e molla le pensioni un po’ più alte, anche se parzialmente, vengono rivalutate. Opzione donna è peggiorata, sono stati reintrodotti i voucher determinando un aumento della povertà e del caporalato in settori delicati come l’agricoltura e la ristorazione, non parliamo della Flax Tax o del depotenziamento della tassa sugli extra profitti.
NOI della CGIL chiediamo, perchè è necessario, :
- di aumentare i salari e riformare il fisco, invece il Governo con il cosiddetto cuneo fiscale concede ai lavoratori pochi spiccioli in più in busta paga
- adeguamento e aumento delle pensioni – abbiamo visto il tira e molla per le pensioni un po’ più alte ma non da ricchi – la riduzione dell’adeguamento all’inflazione è una cosa vergognosa
- un salario minimo, alcuni Stati in Europa già lo applicano
- no alla Flax Tax – e condoni – invece il Governo ha esteso la flat tax fino a 85.000 euro per autonomi e partite Iva: la flat tax al 15% una tassa piatta . un lavoratore versa fino al 45%
- Stop alla precarietà – superare le norme che hanno precarizzato il lavoro
- di rivendicare nei confronti del Governo una nuova legge che superi il JOBsACT
- di condizionare i finanziamenti e le agevolazioni pubbliche erogate alle imprese collegandoli alla stabilità dell’occupazione. Quante imprese hanno usufruito di finanziamenti pubblici poi si sono trasferite all’estero licenziando il personale (la non delocalizzazione)
- di abolire tutte le tipologie di lavoro precario e sottopagato, occorre abolire il contratto a chiamata, i finti contratti di collaborazione autonome e occasionali (co.co.co), le finte partire IVA
- di rendere impossibile l’utilizzo di nuovi contratti a termine in caso di reintegro sulla stessa mansione
BASTA CON i contratti a chiamata: il lavoro a chiamata è l’espressione massima della cancellazione della libertà del lavoratore. Aspettare la chiamata significa non avere una propria vita. E’ l’opposto del riconoscimento della dignità della persona.
Landini nel discorso fatto davanti al Papa il 19 dicembre 2022 dice:
C’è ancora troppo lavoro precario, caporalato, lavoro nero, sfruttamento ed una disoccupazione che cresce per giovani e donne, in particolare nel sud del Paese, così si calpestano i diritti e la dignità di intere generazioni, si mortifica la speranza nel futuro perché si impedisce la costruzione di progetti di vita.
La CGIL è stata sempre contraria a queste forme precarie di contratto.
Superare la precarietà è la nostra prima richiesta.
INVECE IL GOVERNO HA RIPRISTINATO I VAUCHER. Nei settori strategici come l’agricoltura e la ristorazione.
La CGIL insieme alla UIL, non la CISL, ha scioperato, siamo scesi in piazza.
- Per invecchiare bene serve una sanità di buona qualità. Come giudicate la sanità nel nostro territorio?
Buona sanità accessibile a tutti: si è visto con la pandemia che non è gestibile una sanità frastagliata fra le 20 Regioni. Non è concepibile che il bilancio di una Regione sia quasi totalmente assorbito dalla spesa sanitaria. E’ necessario che vengano coperte dallo Stato tutte le spese sostenute per far fronte alla pandemia onde evitare il disavanzo di bilancio della maggior parte delle Regioni con il rischio di ripercussione sui cittadini con lo scadimento dei servizi offerti e la privatizzazione di prestazioni.
Un rilancio del Servizio Sanitario Nazionale. Vogliamo parlare di quello che sta succedendo ora ai pronto soccorso?
Per la mancanza di personale medico ci si affida alle cooperative private, che spesso utilizzano lavoratori sotto qualificati ed anche sottopagati. Secondo la Cgil Marche il privato è entrato anche in altri ambiti medici come pediatria e anestesia.
L’emergenza del Pronto Soccorso, come le altre, è causata da scelte scellerate e da incapacità organizzativa e programmatoria. Alla base, c’è la volontà di non voler affrontare la questione del definanziamento del Servizio sanitario regionale che favorisce derive privatistiche che non sono in grado di fornire risposte adeguate, durature e qualificate.
Occorre rivedere le norme per l’accesso ai corsi universitari (il numero chiuso non funziona) abbiamo bisogno di medici, di infermieri. Quindi è urgente definire un piano a lungo periodo di assunzioni di personale.
Nelle assemblee che si sono svolte molti genitori hanno fatto presente della emigrazione dei propri figli all’estero perché qui in Italia, dopo anni di studio, non hanno trovato un lavoro adeguato, solo lavori precari e sottopagati. Le nostre menti, le nostre eccellenze migrano, dopo i sacrifici dei genitori per farli studiare, dopo i costi collettivi per istruirli. Il fenomeno inverso mi pare che non esista.
E’ ora di discutere seriamente sulla realizzazione di strutture o dove già esistono di riconvertirle in presìdi territoriali quali Case di Comunità a gestione pubblica (una struttura dove nel suo interno si troveranno medici di medicina generale, professionisti, infermieri, aperta 24 ore 7 giorni su sette), in alcune Regione già esiste, già da noi le strutture quasi simili sono esistenti ma sono private, si paga, quindi non sono accessibili a tutti. Rivedere il sistema pubblico di assistenza domiciliare quasi assente qui da noi. Rivedere le lunghe liste di attesa delle prenotazioni.
Se vuoi essere curato devi pagare, questa logica sbagliata non è per un Paese civile. La nostra sanità pubblica era stata presa come esempio per le altre nazioni.
Nel nostro territorio il problema è ancora più grave: le tre strutture sanitarie di Matelica, Camerino e San Severino nel corso degli anni sono state private dei servizi e del personale, con chiusura dei reparti.
La nostra Regione, amministrata dall’attuale giunta Acquaroli di destra, in carica da ormai due anni e mezzo, non ha dato risposte e non vedo una programmazione. Noi dell’entroterra viviamo tutti i disagi: per partorire dobbiamo andare fuori regione o a 50 Km di distanza, manca il personale in settori strategici: oncologici, pediatrici e medici di base.
- Da poco è stata approvata una legge sulla non autosufficienza, un bell’obiettivo, ce ne vuoi parlare?
Il Consiglio dei Ministri, l’ultimo del governo Draghi nel mese di ottobre 2022, ha approvato il disegno di legge delega sulla non autosufficienza delle persone anziane. Così finalmente vede la luce una riforma particolarmente attesa da tutto il Paese, considerato il numero sempre più elevato di anziani che vivono in una condizione di non autosufficienza – 3,5 milioni, in crescita – e i problemi che affliggono tantissime famiglie italiane, per un totale di 10 milioni di persone coinvolte. La legge era chiesta a gran voce da oltre un decennio dai Sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, che si sono a lungo mobilitati per spingere la politica a intervenire per dare una risposta di dignità alle persone anziane.
Il Disegno di legge delega contiene i principi e i criteri che il Governo dovrà seguire nel configurare il futuro assetto dell’assistenza sociale, sanitaria e sociosanitaria per le persone anziane non autosufficienti in tutta Italia. In linea generale questi principi sono tutti orientati a garantire la promozione del valore umano, sociale, culturale ed economico di ogni stagione della vita.
Ora bisognerà applicarla e il sindacato vigilerà sul nuovo Governo e Parlamento affinchè lo facciano.
Per primo e fondamentale è che vengano stanziati i fondi necessari. Il Governo avrà tempo fino al 1° marzo 2024 per adottare i decreti attuativi e far partire concretamente il meccanismo di assistenza. Un termine tassativo, essendo quella sulla non autosufficienza una riforma del PNRR e quindi rigorosamente legata a date di scadenza precise e attuative.
ART. 3 – riconosce il diritto delle persone anziane e delle persone non autosufficienti alla continuità di vita e di cure presso il proprio domicilio.
Ognuno di noi può augurarsi due cose: la prima è quella di attraversare l’esistenza e diventare anziani, la seconda di essere poi in grado di badarci da soli. E se non dovesse andare così, di poter essere assistiti dignitosamente.
- Come sindacato dei pensionati quali politiche portate avanti per l’invecchiamento attivo?
Le persone anziane hanno raggiunto il 30% della popolazione.
L’invecchiamento della popolazione ci pone il TEMA della FRAGILITA’.
Papa Francesco, in un’intervista dice: “ I più gravi dei mali che affliggono il mondo in questi anni sono la disoccupazione dei giovani e la solitudine in cui vengono lasciati i vecchi. I vecchi hanno bisogno di cure e di compagnia, i giovani di lavoro e speranza.”
Nel nostro territorio sono pochi i circoli dove ci possiamo ritrovare, relazionarci. Le nostre amministrazioni pubbliche non hanno questa sensibilità verso le persone anziane.
Ad Esanatoglia, il paese dove vivo, non si è riusciti ad aprire un circolo AUSER dopo tante promesse da parte del Sindaco. Quindi ottimo in quei Comuni dove esiste. Occorre farlo funzionare al meglio.
Dove esiste rende possibile l’incontro tra donne e uomini diversi per età, provenienza e vissuto, ci si confronta e si imparare, si ride, si scherza, e si trova una via d’uscita dalla solitudine delle nostre case.
IL VOLONTARIATO è un pilastro della nostra società. Si è visto in tante occasioni: alluvioni, terremoti, pandemia, attraverso il lavoro in biblioteche, circoli, associazioni ed infine da noi nel sindacato.
Le nostre sedi non sarebbero potute essere aperte se non ci fossimo noi volontari.
Con il nuovo direttivo della Lega SPI faremo una programmazione delle iniziative da intraprendere nel nostro territorio rivolte specificatamente alle persone anziane, per primo dovranno proseguire periodicamente gli incontri sulle zone come sono stati fatti per le assemblee svoltasi in occasione del congresso. Abbiamo visto che ci piace parlare e incontrarci, discutere dei temi politici e sindacali.
Dobbiamo usare le nostre banche dati per analizzare i bisogni sociali, ma fondamentale è INFORMARE a tutti i livelli delle iniziative prese, dei risultati ottenuti e quelle da intraprendere, ora si usano molto i social e penso che questa sia la strada per il futuro.
Si potrebbe fare un blog dello SPI – Lega di Matelica “Sito web” (rete internet) dove possiamo mettere le iniziative che intendiamo fare, quelle che abbiamo fatto, altre informazioni utili, aggiornabile in tempo reale. Dialogare tra di noi e con altri compagni tramite le video conferenze, strumento che abbiamo imparato ad usare, ed anche Whats App.
Nelle assemblee si è discusso sul sistema pensionistico per il futuro, per i nostri figli e nipoti, ci stiamo preoccupando per le nuove generazioni. Lo Spi non si occupa dunque solo di pensioni e reddito, ma della collocazione della figura dell’anziano nella società, in uno stretto rapporto con le altre generazioni.
Noi pensionati lotteremo a fianco dei giovani per combattere la povertà, per avere il diritto allo studio dei nostri nipoti, dei figli degli operai, saremo presenti nella contrattazione sociale a livello locale sui temi della sanità, delle case di riposo/residenza protette, dell’utilizzo dei fondi del PNRR Piano Naz.le di Ripresa e Resilienza. Lotteremo contro l’impoverimento della popolazione, contro le diseguaglianze di genere ovvero il divario che esiste tra uomini e donne e di generazione. Chi ha avuto l’opportunità di leggere i documenti presentati per il congresso ha visto che il LAVORO E’ STATO MESSO AL PRIMO POSTO e per noi è la questione più urgente da affrontare in questo momento di grandi trasformazioni, fra tutte, pandemia e guerra, alle quali si aggiungono trasformazioni demografiche, migrazioni, crisi climatica e ambientale, rivoluzione digitale.
- Quali problemi nel campo dei servizi vede per il futuro?
La Lega Spi Cgil di Matelica comprende un territorio molto vasto e variegato per la maggior parte situato nell’entroterra della provincia di Macerata.
Un territorio, nell’ultimo ventennio, segnato da due eventi sismici significativi che hanno cambiato profondamente i suoi borghi e i suoi abitanti. Centri storici distrutti, popolazione trasferita verso la costa. Le conseguenze dello spopolamento si ripercuotono sui servizi. In diversi paesi sono state ripristinate le pluriclassi, si sono ridotti i trasporti, le mense scolastiche, il commercio al dettaglio è quasi sparito. E’ fondamentale per le nostre zone terremotate fare un programma serio, sia a livello regionale sia a livello nazionale, di sviluppo finalizzato non solo ad accelerare la ricostruzione, ma soprattutto a favorire il reinsediamento umano attraverso la creazione di posti di lavoro con i necessari investimenti.
Con la pandemia si è visto che vivere nelle grandi città caotiche e inquinate non è più l’obiettivo delle nuove generazioni, anche il modo di lavorare è cambiato, lo smart working ha reso concreta la possibilità di lavorare ovunque.
Si fa più attenzione alla qualità della vita, vogliamo uno stile di vita più tranquillo, vivere in un ambiente naturale e rilassato, dove è più facile intraprendere rapporti con il vicinato. Vivere in un piccolo paese è molto più conveniente anche dal punto di vista economico. Infatti, il costo della vita è mediamente più basso rispetto alle grandi città.
Questo cambiamento per i nostro territorio potrebbe essere una opportunità di crescita e sviluppo.
Ma occorre creare una rete di servizi che rendano le condizioni di vita facilitate, trasporti efficienti, scuole adeguate, la banda larga accessibile anche nei luoghi più decentrati e soprattutto una sanità pubblica funzionante. Sappiamo che la realtà, purtroppo, non è così.