Ai cittadini, purtroppo, interessano ben poco i programmi elettorali che ogni lista deve depositare presso il Comune. I programmi elettorali sono l’impegno dei candidati nei confronti della città. Un impegno che, poi, deve essere riscontrato alla fine del mandato. La lettura dei programmi elettorali delle due liste che hanno partecipato alle ultime elezioni amministrative di Camerino imporrebbe molte riflessioni ma ci limitiamo solo ad alcune.

Il programma della lista Sborgia è indubbiamente modesto, e, forse, nella sua redazione si è tenuto conto del fatto che a molti elettori ben poco importa del programma, affidando la ricerca del consenso ad altre cose: a quanto fatto durante il precedente mandato, alle relazioni create nel corso dell’amministrazione della cosa pubblica, alle amicizie.

Altra considerazione merita il programma della lista risultante vincitrice, esteso e complesso. Tale programma, però, sconta, ci si permetta l’espressione, l’ingenuità di chi lo ha scritto e non è il frutto di un serio confronto con la realtà del possibile. Forzando il concetto: vi è tutto … per non esserci nulla.

Dai dati che il blog RiGenerAzioni pubblica sul numero di abitanti dell’area montana emerge una realtà delle nostre zone particolarmente significativa: abitanti costantemente in calo e aumento del tasso di invecchiamento. I dati sono indicativi e non esaustivi considerato che il numero di abitanti, nella realtà, è di molto inferiore, poiché risultano residenti molte persone che, tuttavia, da molti anni sono lontane dalle nostre zone. Altra considerazione: una parte significativa della popolazione, certamente la maggioranza, vive direttamente o indirettamente di denaro pubblico (pensionati, dipendenti pubblici, ecc.) e non produce nulla: le nostre aree sono portatrici di un modestissimo tasso di valore aggiunto alla ricchezza della zona. Tale situazione produce anche un altro effetto: chi ha le possibilità e le capacità tende ad andarsene, anche solo a causa della saturazione di personale del settore pubblico. Sono fenomeni lenti nel nostro territorio, ma in altre realtà del Paese si stanno già verificando da tempo, è sufficiente guardare oltre i nostri modesti confini mentali.

E’ su quest’ultimo punto che il programma della lista risultata vincitrice nelle recenti elezioni comunali sconta proprio la mancanza di un reale rapporto con la realtà e la mancanza di opzioni concrete per attivare un processo inverso al decadimento, ovvero rallentare il fenomeno dello spopolamento e della perdita di ricchezza. A monte del programma manca una fondata valutazione dei mezzi e delle disponibilità economiche della città. In altre parole, benché ben costruito, è sostanzialmente irrealizzabile, proprio perché si vuol fare tutto senza reali scelte. Adottare scelte precise significa entrare in conflitto con interessi diversi e mancando reali strumenti di mediazione politica e sociale si preferisce scrivere in un programma di tutto, ma nei fatti ben poco potrà essere realizzato.

Si consideri il bilancio comunale: quali risorse vi sono? Quali posso essere destinate allo sviluppo della città? Il Commissario prefettizio, per far pareggiare i conti, ha inserito nel bilancio di previsione 600 mila euro per multe da circolazione stradale (Cronachemaceratesi.it 25.3.2022). La classica operazione per far quadrare i conti dei Comuni che sono in grave sofferenza. In pratica sarebbero 50 mila euro di multa al mese, oltre 1.600 euro al giorno; è credibile? Abbiamo dei forti dubbi; è molto probabile che ci troviamo con buchi nel bilancio già in partenza di questo nuovo mandato amministrativo.

E’ scontato che la ricostruzione è la volontà di tutti gli eletti, ma la stessa, da sola, non risolve il problema della decadenza. E’ sufficiente andare a Nocera Umbra per rendersi conto che la ricostruzione dell’intero centro storico, a seguito del sisma del 1997, non ha cambiato il destino dello stesso centro storico: ampiamente ricostruito e ristrutturato è, tuttavia, praticamente vuoto.

Nel programma elettorale della lista vincitrice mancano, al di là delle parole, le scelte reali ma possibili per risollevare la città, cioè dove investire tutte, purtroppo poche, le disponibilità economiche, evitando le logiche dei sostegni a pioggia, che possono servire al presente, finalizzate al consenso immediato, ma non al futuro, che è quello che effettivamente conta.