
Riceviamo e pubblichiamo il contributo inviato da Giancarlo Marcelli:
“1997 è l’anno della autonomia scolastica, con l’emanazione della legge 59, che con l’art. 25 esaltò l’entusiasmo fra presidi e direttori didattici, perché di fatto venivano unificate le funzioni in quella unica dirigenziale e cadevano le differenze fra scuole con personalità giuridica e senza. Le innovazioni successive, fra cui quella del dimensionamento, furono fortemente coinvolgenti e in alcuni casi sconvolgenti. La legge n.3 del 2001, associata alla sentenza della Corte Costituzionale, rafforzò le competenze regionali sulla scuola e successivamente si indicarono i parametri della autonomia e della dirigenza associabile a Istituti normo dimensionati, a seconda della localizzazione, con deroghe per le piccole isole e i comuni montani, definiti tali da una specifica legge (97/1994) per la quale si definivano tali i comuni appartenenti a comunità montane.
Come sempre la diversificazione dei poteri crea, a mio avviso, confusioni di competenza al punto che, se per il dimensionamento una scuola non ha i numeri, il comune può anche chiedere deroghe per farla rimanere autonoma. Se poi la scuola è, per gravi motivi, diversamente concepita il comune interviene anche su dove deve essere la Presidenza, competenza essenzialmente organizzativa che, per legge è in capo all’autonomia scolastica costituita.
Penso che in uno Stato di diritto non debba essere così e dunque gli enti periferici abbiano il dovere di proporre atti conclusivi coerenti con la realtà territoriale e la regione di deliberarli nel rispetto dei criteri adottati per numeri, deroghe e, non ultimo, opportunità.
L’Usr (Ufficio Scolastico Regionale) nel processo è una sorta di controllore della correttezza delle procedure, per poi assegnare le risorse del personale e inserire l’attività nel sistema scuola in generale!
Il richiamo normativo, appositamente fatto, aiuta a capire, a mio modesto avviso, come gli enti proponenti e deliberanti, in ossequio della legge, debbano operare. La provincia e il comune per le loro proposte, la regione per la conclusiva definizione. Su questo tema occorre ragionare con competenza, rispetto e oculatezza. Occorre considerare i territori, cercando di non assegnare lo stesso peso a realtà demograficamente rispettabili rispetto a quelle più piccole, tutrici di comunità e possibili rinascite territoriali.
Per l’imminente piano di dimensionamento, nel nostro territorio, è di rilevanza la situazione fra gli istituti secondari di Camerino e Matelica (“Antinori” e “Pocognoni”).
Provo a delineare situazioni rispettose delle realtà demografiche e socialmente rilevanti per il futuro, per capire e modestamente suggerire scelte.
Nel 1998 Il DPR n. 233 ha determinato i parametri per la dimensione ottimale delle Istituzioni scolastiche, prevedendo che nelle province, il cui territorio è per almeno un terzo montano in cui le condizioni di viabilità statale e provinciale siano disagevoli e in cui vi sia dispersione e liquefazione di insediamenti abitativi, siano concesse deroghe sugli indici di riferimento previsti dal comma 2, e sulla base di criteri preventivamente stabiliti dalle regioni. Attualmente, a seguito della Legge 30 dicembre 2020, n. 178, art. 1 comma 978, per gli anni scolastici 2021/ 2022, 2022/2023 e 2023/2024, alle istituzioni scolastiche autonome costituite con un numero di alunni inferiore a 500 unità, ridotto fino a 300 unità per le istituzioni situate nei comuni montani, non possono essere assegnati dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato. Le suddette istituzioni scolastiche sono conferite in reggenza a dirigenti scolastici, titolari di incarico presso altre istituzioni scolastiche autonome. Analogamente, a queste istituzioni scolastiche autonome e sottodimensionate, non può essere assegnato in via esclusiva un posto di direttore dei servizi generali e amministrativi e il posto è assegnato in associazione con altre istituzioni scolastiche. Le modalità numeriche del dimensionamento delle Istituzioni scolastiche e delle classi, unitamente alla disponibilità dell’organico complessivo del personale assegnato all’USR da parte del Ministero dell’Istruzione e del Ministero dell’Economia e delle Finanze determinano dei vincoli, con deroghe in relazioni alle condizioni del territorio, in particolare per le aree montane o comunque laddove vi sia una dispersione degli insediamenti abitativi, nei limiti delle dotazioni organiche complessive di cui al DPR n. 81/2009 art. 5, comma 3.
Nel nostro territorio è in discussione in particolare:
Il DIMENSIONAMENTO dell’ ITCG “Antinori” di Camerino, (diretto per anni con orgoglio)
L’I.T.C.G. “Antinori” di Camerino’ è da tempo sottodimensionamento in quanto gli iscritti totali si attestano da diversi anni, attorno ai 250 alunni, seppur sia presente e da valorizzare una attività di gran prestigio con il MISE, attraverso il laboratorio dei materiali. Tale attività, negli ultimi tempi, è divenuta elemento propulsore di rinascita e crescita, perché strettamente connessa con la ricostruzione e il mondo delle imprese. Questo è un elemento, a mio avviso, di assoluta deroga, al di là delle proposte, un po’ farlocche antecedenti al terremoto del 2016, con le quali l’Ufficio di Ambito V dell’USR Marche invitava la Provincia a aggregare l’ITCG “Antinori” all’IPSIA “Pocognoni” di Matelica, creando un unico polo tecnico con unica dirigenza a Matelica. La definizione della proposta trova ostacolo, a mio avviso, nel fatto che i parametri dell’assegnazione dirigenziale non sono quelli locali, per i quali un ente autonomo forte come la scuola, assurge a una sorta di assessorato locale, ma a avamposto territoriale di formazione nel quale un dirigente opera in serenità logistica con la sua scuola e gli enti che la circondano. Di seguito si riportano le proposte con individuati i punti di forza e di debolezza.
Proposta USR Marche
ITCG ANTINORI (253) + IIS VARANO (860):
Nuovo IIS Antinori – Varano con sede a Camerino
Punti di forza
- creazione di un unico grande polo IIS a Camerino che avrebbe più di mille iscritti (1153);
- sede di Camerino già allocata in spazi di un unico immobile con garanzia per una gestione stabile.
Punti di debolezza
- l’unione di indirizzi liceali con indirizzi tecnici economici e tecnologici può essere ritenuta incoerente con quanto la legge 35/2012 auspicava, cioè la creazione di poli tecnici professionali.
Mantenimento presunto sede “Pocognoni” – Matelica con : 281 IPSIA Matelica – 114 Ipsia Camerino – 53 ITCG Matelica – totale 448 (autonomia possibile).
Eventualmente Ipsia San Severino 108 totale complessivo 556.
Personalmente credo sia una struttura da sostenere perchè conserva le autonomie e le assegna a due Comuni virtuosi, Camerino e Matelica.
Proposta della Provincia
Aggregazione ITCG ANTINORI con IPIA POCOGNONI (sedi Camerino e Matelica)
Creazione di un unico polo tecnico professionale (IIS)“Antinori-Pocognoni” (253+281+114), con sede legale a Matelica + Aggregazione (?) ITIS (712) Divini con IPSIA sede succursale di SAN SEVERINO (108), in una sorta di nuovo IIS speculare all’IIS “Mattei” di Recanati (che avrebbe 820 alunni).
Con tale operazione di dimensionamento si replicherebbe, nell’area interna, ciò che la Provincia sta già realizzando per l’a.s. 2023/2024 nella fascia costiera ove sono presenti:
– IIS “Mattei” di Recanati, che ha gli stessi indirizzi del “Divini”, eccetto Trasporti e Logistica (il “Divini”, viceversa, ha l’indirizzo Grafica e Comunicazione) e la cui offerta formativa si completa con un indirizzo professionale M.A.T.;
– Polo tecnico professionale “Bonifazi-Corridoni” che dall’a.s. 2023/2024 risulterà dalla fusione dell’ITCG “Corridoni” e IIS “Bonifazi” di Civitanova Marche;
– Licei “Da Vinci” a Civitanova Marche (solo indirizzi liceali).
Mi pare che le ripetizioni si debbano applicare a circostanze uguali, non ovunque!
Punti di Forza
- la nascita dei poli tecnico-professionali raccomandata dall’art 52 della legge 35/2012;
- l’equilibrio territoriale fra tutti e tre i Comuni dell’Alta Val Potenza che avrebbero la loro peculiarità formativa con Camerino capoluogo liceale, Matelica sede legale del nuovo polo tecnico professionale e San Severino avrebbe un IIS rafforzato.
Proposta comunale
- le sedi succursali della nuova scuola sarebbero distribuite su 2 Comuni (Camerino e Matelica) e non più su tre Comuni e sarebbero entrambe rafforzate, agevolando sia la dirigenza scolastica che il corpo docente;
- il commerciale di Matelica potrebbe dialogare con la sede centrale del nuovo IIS, anch’esso di Matelica (i due edifici sono dirimpettai!);
- verrebbe rilanciata l’istruzione professionale in tutti e tre i Comuni, senza inficiare i licei
Punti di Debolezza
- l’aggregazione con l’ITI di San Severino, che potrebbe rimanere da solo, lasciando l’IPSIA con Matelica come nella tradizione identificativa della scuola.
Alla proposta provinciale sembra abbiano aderito i Comuni e le istituzioni scolastiche di Matelica e di San Severino. Su di essa, si registra la contrarietà̀ del Comune di Camerino e dell’ITCG “Antinori” a ogni proposta di dimensionamento che coinvolga il medesimo istituto.
Commento:
Le proposte di dimensionamento per gli Istituti secondari di Camerino non appaiono estremamente contradittorie se l’obiettivo unico è quello di valorizzare le rispettive comunità. Tali iniziative diventano incoerenti con le scuole e la loro vita se, come ricordato, si confondono le dirigenze con gli assessorati locali!”