Calenda ha dichiarato l’11 settembre del 2020: “Non farò un’alleanza con Renzi, l’ho detto seimila volte”.

A metà agosto del 2022 Calenda ha dichiarato: “Renzi è stato uno dei migliori Presidenti del Consiglio che l’Italia abbia avuto”.

In questa breve nota non si vuol affrontare la polemica tra Calenda con il fronte progressista circa l’accordo con Letta, disconosciuto tre giorni dopo. Non si può certo credere, tra l’altro, che il segretario del PD non avesse detto a Calenda quello che era scritto su tutti i giornali e, cioè, che avrebbe fatto l’accordo anche con le altre formazioni di sinistra Art. 1, SI di Fratoianni e Verdi.

Si vogliono ricordare solo alcuni fatti, non edificanti ma comunque rilevanti, che confermano la circostanza che, effettivamente, Renzi fu uno dei migliori Presidenti del Consiglio italiano.

Il primo: la nomina della sconosciuta Antonella Manzione, comandante della polizia municipale di un comune della Toscana, a capo del Dipartimento legislativo della Presidenza del Consiglio. Il Dipartimento è l’ufficio più importante della stessa Presidenza del Consiglio dove passano tutti i provvedimenti legislativi e amministrativi, che ha rapporti diretti con la Presidenza della Repubblica, con tutti Ministeri e tutte le magistrature.

Il secondo: il fatto che si vuol raccontare riguarda il modo di fare le leggi di Renzi, che fa pendent, con quanto scritto sopra. Renzi aveva promesso una riforma al mese, ma siccome i processi decisionali sono complessi e richiedono comunque dei tempi, non tollerando le procedure ordinava: “Datemi solo i titoli!” Nel frattempo lui, ancor prima di “passare” attraverso i tecnici e il Consiglio dei ministri aveva preparato le slides. Renzi si presentava alla conferenza stampa spiegando le slides senza che esistesse uno straccio di testo. I tecnici dei Ministeri, incalzati dai giornalisti, poverini, cercavano di spiegare l’impossibile.

Terzo fatto. Per ogni legge ci deve essere la cosiddetta bollinatura, cioè la Ragioneria dello Stato deve mettere un timbro in ogni pagina della legge per assicurare la copertura di spesa. La bollinatura è particolarmente importante perché dimostra che vi è stato un controllo preventivo sulla legge a cui, persino, il Presidente della Repubblica deve sottostare. Cosa tentò il presidente del Consiglio Renzi? Di sottrarre alla Ragioneria dello Stato la bollinatura portandola a palazzo Ghigi, sotto il suo diretto controllo, così poteva fare tutto, senza coperture. Classico segnale di concentrazione dei poteri, come quando tentò di stravolgere la Costituzione! Renzi non ha, certamente, la stessa intelligenza di Andreotti il quale, per superare il problema …. nominò capo di gabinetto il ragioniere capo dello Stato.

Si potrebbe scrivere altro sulla grandezza di Renzi come Presidente del Consiglio, ma ci fermiamo qui.