Con la pubblicazione dell’articolo che segue sul bilancio ma principalmente sulla grande opportunità finanziaria (3.000.000 di euro) che la città di Camerino aveva avuto all’indomani del terremoto, vogliamo gettare nuova luce sulle scelte e sulla polemica di questi giorni al Consiglio Comunale e sulla stampa locale.
Trovarsi tra le mani tre milioni di euro caduti dal cielo e destinarli a ricoprire il disavanzo tecnico di un Comune non è certo un’operazione da grande manager, per di più quando questi soldi vengono tolti ai cittadini che si vedono privati di servizi e opere. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sugli ultimi battibecchi avvenuti in consiglio Comunale ed anche sulla stampa locale, tra l’attuale Assessore al bilancio Erika Cervelli e l’ex assessore Lucia Jajani, con quest’ultima che rivendicava il suo grande lavoro con il quale era riuscita a ridurre il disavanzo tecnico di 1.300.000 euro.
Come tutti sanno tanti Comuni dell’Italia soffrono di un disavanzo tecnico maturato negli anni e molti di questi ben più alto di quello del comune di Camerino, non solo in termini assoluti (sarebbe facile in quanto ci sono molti Comuni più grandi), ma anche come disavanzo pro-capite. Numerosi di questi Comuni si trovano nel centro Italia e nel mezzogiorno, ma sono interessati anche Comuni come Alessandria e Torino.
Da questa panoramica nazionale, scendiamo nella nostra realtà cittadina. Le amministrazioni che si sono susseguite dopo il terremoto del 1997 per tutelarsi in caso di futuri eventi calamitosi stipularono una apposita polizza assicurativa. A seguito degli eventi Sismici del 2016 al comune di Camerino, sulla base della polizza stipulata e dei danni subiti, spettavano circa 3 milioni di euro. In un primo momento tale cifra sembrava persa, in quanto l’ordinanza di dicembre 2017 del Commissario del Governo per la ricostruzione nei territori interessati dal sisma del 24 agosto 2016 stabiliva che, in relazione agli interventi previsti ed ammessi a contributi pubblici, l’entità del contributo stesso fosse da considerarsi al netto dell’indennizzo assicurativo o di altri contributi pubblici percepiti per le stesse finalità. Successivamente, nel giugno del 2019, il Tar del Lazio con una serie di sentenze con le quali ha accolto ricorsi proposti da decine di Comuni, tutti interessati dagli eventi sismici che hanno colpito il territorio marchigiano da agosto 2016 a gennaio 2017, ha dichiarato nulla l’ordinanza del dicembre 2017 del Commissario del Governo per la ricostruzione, precisando che l’indennizzo da corrispondere ai Comuni doveva essere considerato al netto degli indennizzi assicurativi. Indennizzi, questi ultimi, che i Comuni avrebbero potuto quindi spendere indipendentemente dalle opere da ricostruire privilegiando opere di pubblica utilità. Il comune di Camerino poté pertanto iscrivere a bilancio i 3 milioni di euro che gli spettavano. Da quanto è dato a sapere all’indomani della sentenza vi fu, all’interno della Giunta della passata amministrazione, uno dei primi furibondi scontri, in quanto l’Ex Sindaco Sborgia e l’assessore Jajani proponevano di utilizzare i tre milioni per risanare il disavanzo tecnico, mentre altri, tra cui l’ex assessore ai Lavori Pubblici Fanelli, volevano che quei soldi venissero spesi per rifare strade e sistemare criticità nelle frazioni. Alla fine, da quanto si è riusciti ad apprendere, 1,3 milioni circa furono messi in un fondo pluriennale vincolato per sistemare le strade di Mecciano – Torre del Parco (circa 500.000 euro) e di Ponti Canepina (780.000 Euro) mentre, a grandi linee, la maggior parte della restante somma venne utilizzata per risanare il bilancio.
Ora, è chiaro che il perseguimento degli equilibri di bilancio è un obiettivo importante per una sana gestione dell’ente locale, ma è anche vero che in questo caso, in un momento storico dove molti cittadini sono stati duramente colpiti dal terremoto, sarebbe stato forse più importante fare tutto il possibile per non far mancare i servizi essenziali e permettere una vita più dignitosa possibile a chi ha deciso di continuare a vivere nel nostro territorio nonostante le difficoltà. E’ stata chiaramente una scelta politica, magari anche corretta da un punto di vista tecnico amministrativo, va però ben sottolineato che prendere i soldi ricevuti da un’assicurazione, stipulata da altri con lungimiranza, e risanarci un disavanzo non può essere di certo fatta passare come una grande opera manageriale, così come non si può parlare di un grande lavoro improntato ad una sana e prudente gestione. Si è trattato di prendere dei soldi ricevuti e destinarli a una parte piuttosto che a un’altra. Un’operazione piuttosto banale dunque. Certo che per una sana gestione bisogna tagliare ma soprattutto ottimizzare le spese ed i servizi, su questo vediamo cosa sarà in grado di fare la nuova Giunta guidata da Lucarelli, che di certo non parte con il piede giusto se tra le priorità ha messo quella di istituire una figura che nel Comune non vi è mai stata, come quella del Presidente del Consiglio, con la possibilità, per di più, che possa percepire un’indennità.
