
Nei giorni scorsi si è svolta con grande soddisfazione da parte di organizzatori e partecipanti la visita dialogata a Camerino presso le scuole dell’infanzia Ortolani e L’Aquilone alla scoperta dell’atelier “Il Vivaio- Atelier della Natura” e presentazione del libro “Lasciate che vi parli di foglie” di Stefano Sturloni.
La mattinata ha visto un’ampia partecipazione di insegnanti di vari gradi scolastici e curiosi che hanno visitato le aule e l’atelier “Il Vivaio”, un laboratorio ricavato da un portico che è stato chiuso da ampie vetrate e che accoglie tante e suggestive strutture didattiche per la ricerca e lo studio in dialogo con il fuori: lo stagno, la serra, l’orto. Lo spazio è stato donato, all’indomani del terremoto del 2016, da Fondazione Reggio Children e Enel nel Cuore onlus così da riqualificare un’area della scuola per le attività didattiche.
A seguire c’è stata la presentazione del libro “Lasciate che vi parli di foglie” preceduto dall’intervento del Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo “Ugo Betti”, Francesco Rosati e dal vicesindaco Antonella Nalli. L’autore per introdurlo ci ha fatto godere di tante immagini del parco della scuola dell’Infanzia S. Allende di Reggio Emilia dove svolge il ruolo di atelierista e di supervisore della grande area intorno alla scuola che è caratterizzata da diverse zone: il giardino spinoso, il giardino selvaggio, la grande collina, il labirinto, la foresta di bambù, lo stagno, la foresta rossa… e tanto altro… perfino conigli e anatre libere per tanti sorprendenti incontri.
Si inizia parlando del titolo che testimonia anche il carattere di Stefano “una specie rara di mago green contemporaneo”, così lo definisce Monica Guerra, direttrice della collana Educazione e Natura, perché con il suo invito ci guida lo sguardo, ci fa scorgere aspetti mai osservati prima, ce li offre sotto una nuova luce, accendendo un desiderio di conoscenza.
Stefano ci dice che “le foglie sono un soggetto di enorme portata educativa. Avvicinarle con spirito di ricerca riserva sempre qualche insospettabile sorpresa. Tuttavia il loro essere dappertutto, in grande quantità, le rende ordinarie, scontate, diciamo pure pressoché invisibili. Si dimentica quanto sono determinanti nel dare carattere ai nostri orizzonti quotidiani, qualificando il paesaggio e gli ambienti che abitiamo”.
“Lasciate che vi parli di foglie” non è una raccolta di esperienze didattiche, né un trattato di botanica ma un libro che accompagna il lettore “all’osservazione di una realtà per certi versi spiazzante, un obiettivo che risulta facilitato da una stretta connessione tra parole e immagini”, più di 900 ne troviamo nel volume, arricchite anche da oltre 200 disegni realizzati dai bambini tra i 3 e i 6 anni delle scuole dell’infanzia di Reggio Emilia.
Stefano ci parla di foglie ma anche degli incontri di queste con altri viventi “i loro lembi sono piattaforma di sosta, supporto per la deposizione di uova, materiale costruttivo per ingegnieristiche nursery, ricoveri per proteggersi o per tendere agguati, banchetto di predatori che se le mangiano senza riguardo o con raffinatezza geometrica”, ci spiega inoltre che “le foglie sono uno snodo cruciale di relazioni. Non c’è storia che possa essere raccontata senza chiamare in causa altre storie. Non solo hanno ottimizzato il dialogo biochimico con il sole: la fotosintesi, ma si sono fatte respiro e carne di tutti i viventi, e dunque presupposto ineludibile della biosfera. Non c’è organismo vivente che non sia in debito con le piante per la loro esistenza. E le piante, il libro lo chiarisce, altro non sono che un’emanazione delle foglie, una loro derivazione”. “Tutto è foglia” dichiarava Goethe nel 1879, attribuendo ad esse l’origine di ogni assetto anatomico vegetale.
L’intensa mattinata si è conclusa con l’intervento di Federica Di Luca per il Coordinamento Pedagogico territoriale “ sono emersi pensieri sulla relazione bambini e natura, sulle foglie come opere effimere garbate, come paesaggi, contatto cosmico, come flora impertinente tra natura e costruttività umana, come bellezza e immersione, incontri e mistero.”
Nel lasciare la scuola i partecipanti oltre ai ringraziamenti ai team delle due scuole dell’infanzia hanno approfittato per qualche commento che ci piace riportare: “È stato un incontro affascinante e pieno di spunti di riflessione pedagogica”, “Veramente interessante, un incontro di “conoscenze meravigliose”, tanto da riflettere e tanto ci ha dato…”, “sulla presentazione del libro ero un po’ scettica, invece mi ha stupito molto in positivo… ogni giorno abbiamo intorno a noi un mondo infinito da scoprire, eppure lo sottovalutiamo o non gli diamo la giusta importanza. Non pensavo davvero che un libro sulle foglie sarebbe stato così interessante”, “E’ stato bello tornare negli ambienti scolastici in presenza, vedersi negli occhi e poter dialogare insieme”, “già uscendo da qui e percorrendo la strada del giardino mi sembra di vedere cose nuove rispetto a quello che vedevo fino a poco tempo fa”, la lezione di Stefano Sturloni sta dando già i suoi primi frutti.