
Nel 1985 il Dr. Cesare Angelucci Lami, con testamento, nomina eredi universali la Curia di Camerino e di Perugia. Nel lascito è ricompresa la clinica che conosciamo, oggi, come “Lami”. Nel testamento, in particolare, sono precisate le quote societarie di proprietà che vengono distribuite tra le due Curie e una piccola parte per la Fondazione del Beato Rizzerio. La quota maggiore è della Curia di Camerino che, di fatto, controlla la società proprietaria della clinica, perché somma le proprie quote con quelle della Fondazione del Beato Rizzerio.
Il testatore dispose che i proventi della clinica fossero così assegnati: la quota della Curia di Perugia a favore dei poveri nel mondo, mentre che i proventi spettanti alla Curia di Camerino fossero distribuiti tra i poveri di Muccia e a favore delle missioni.
Più precisamente si legge sul sito della clinica Lami: “Dalla morte del Fondatore Prof. Lami, avvenuta nel 1985, la Casa di cura fu lasciata in eredità alla Chiesa (due Arcidiocesi, Perugia e Camerino e la Fondazione di culto e religione “Eremo Beato Rizzerio”). La Casa di cura non ha scopo di lucro, ma eventuali profitti, secondo il testamento del Prof. Lami, devono essere distribuiti attraverso le Caritas Diocesane delle due Arcidiocesi, ai poveri del terzo mondo. Si continua così nello spirito del Fondatore che più volte per uno o due mesi l’anno era solito recarsi in paesi di missione (India, Egitto, Brasile) per offrire gratuitamente la sua opera di chirurgo. Nel 1977 il Prof. Lami aveva fatto addirittura portare a termine la costruzione, a Campogrande in Mato Grosso, di un ospedale di 200 posti letto”.
Ora i proprietari (Curia di Camerino e di Perugia e Beato Rizzerio) stanno aprendo una nuova clinica Lami, forse stanno attendendo le ultime autorizzazioni.
Osservando gli ultimi bilanci della clinica Lami che si trovano presso la Camera di Commercio quello che si nota in modo paradossale, quasi sconvolgente, è che non compaiono in bilancio voci specifiche circa le finalità proprie della donazione originaria (soldi alla Caritas, ai poveri di Muccia, alle missioni, ecc). Ovviamente una tale clinica doveva avere una finalità ben precisa secondo la mente del testatore e non un qualcosa di “secondario o marginale”, e il fatto che non vi siano in bilancio delle poste ad hoc, e che neppure se ne faccia cenno nella relazione a bilancio, desta una notevole impressione. Nei bilanci si nota che desta una notevole impressione. Nei bilanci si nota che gli utili annuali vengono sempre destinati all’incremento della “riserva straordinaria“ che, al 31.12.2022 si è implementata sino ad € 2.972.820,00 arrivando, insieme alle altre riserve, ad un totale di 8.117.660,00 di euro, somme enormi, con cui le finalità del donante si sarebbero realizzate.
Si potrà dire che le due Curie operano per i poveri, in qualche modo, ma ciò è del tutto irrilevante, infatti proprio nei bilanci dovevano risultare delle poste per le finalità fissate dal Dr. Lami; non è “mostruoso” che in bilancio non vi siano voci specifiche da cui si possa comprendere se siano rispettate le volontà del donante? Ora se si sta aprendo una nuova clinica significa, in qualche modo, che le poste positive hanno avuto un’altra finalità. La Chiesa, in generale, non è nuova a queste operazioni: riceve donazioni con determinare finalità, poi, nel tempo, violando lo scopo principale, destina i beni per altri fini di “semplice cassa”.
Ovviamente qui non si sta parlando di donazioni le cui finalità sono superate dalla storia, ma di propositi che possono e debbono essere rispettati. Perché non ricordare quello che molti anni fa hanno fatto i religiosi di San Silvestro a Fabriano che per “sistemare la questione”, avendo, in via presuntiva, violato lo spirito di una importantissima donazione (donazione Martini?) avvenuta moltissimi anni prima, hanno sborsato un bel po’ di soldini per tacitare gli eredi – i quali avevano appreso che i religiosi si erano venduti una importantissima proprietà a favore di un grande impresa di quella città.
Il denaro ha una grande forza sulle coscienze, ne modifica le convinzioni e fornisce, sempre, le più opportune giustificazioni. Mi piace ricordare la frase di Papa Francesco “chi serve il denaro è contro Dio”, senza citare Gesù quando cacciò i mercanti dal tempio.
I.T.