Foto da Ansa.it
Riceviamo e pubblichiamo:
 
*** Una preghiera: fate girare, anche in privato se preferite. La questione è importante, anzi troppo importante ***
 
Due lanci ANSA, resi dal governatore delle Regione Marche nonché vicecommissario alla Ricostruzione, Francesco Acquaroli, e dal capogruppo FdI alla Camera, Francesco Lollobrigida.
Dichiarazioni che alimentano grossi timori rispetto al futuro prossimo venturo della ricostruzione.
 
Perché tutti coloro che con la ricostruzione hanno a che fare sanno che la gestione Legnini ha interrotto quattro anni di paralisi normativa, e ha messo in campo un patrimonio di competenza, energia, concertazione con le comunità colpite, garanzia di correttezza e ascolto per tutti. Un patrimonio che fino al 2020 era pura utopia e sul quale tutti fanno affidamento, pur nelle loro diverse difficoltà. E adesso – perché fra tre mesi è adesso – chi potrebbe, in nome di una resa dei conti post elezioni, sostituire ipso facto Legnini?
E sorgono spontanee alcune domande, che evidentemente né il governatore Acquaroli né l’onorevole Lollobrigida si sono posti: altrimenti forse avrebbero già fornito, nero su bianco, anche nomi e modi del “nuovo corso” da essi prospettato.
 
• Chi penserà alle migliaia di terremotati ancora bisognosi di CAS e SAE, se decadono lo stato di emergenza e il correlato commissariamento della ricostruzione, condizioni senza la quali le misure di sostegno in emergenza possono per legge smettere di esistere?
• Perché la ricostruzione del Centro Italia, a differenza di tutte le altre, non deve avere una struttura dedicata e con titolo a intervenire sulle problematiche specifiche, e dovrebbe invece affidarsi senza tramiti autorevoli all’onda generale delle decisioni di lungo o lunghissimo tempo della politica nazionale?
• Chi si prenderà la responsabilità di smantellare dall’oggi al domani una struttura commissariale che ha in questo momento il polso della situazione, Comune per Comune, e conosce una per una le problematicità da superare, in moltissimi casi anche le persone che attendono il superamento di queste problematicità?
• Chi potrebbe garantire altrettanta competenza e capacità di interlocuzione con le istituzioni nazionali, oltre che con quelle locali? E chi, di grazia, garantirebbe altrettanta competenza normativa (il nodo, lo sappiamo, attraverso il quale fluisce ogni singolo passo della ricostruzione?).
• Chi è in grado di continuare e consolidare l’enorme lavoro svolto da Legnini e dai suoi collaboratori, e di dare qui e subito garanzie in tal senso? Chi è in grado di non vanificare, o peggio smantellare in nome di un cambio della guardia, quanto finora costituisce il primo punto di riferimento, la direzione e la speranza per chi attende da sei anni, e solo da due anni, proprio grazie a Legnini, ha visto muoversi qualcosa?
• Davvero è necessario, persino in un contesto come la ricostruzione post sisma, ragionare secondo logiche puramente partitiche, laddove si dispone di una figura di altissimo profilo, che ha collaborato in una logica super partes con amministratori locali di ogni colore, e con la stessa logica super partes ha interloquito con due diversi governi?
• Davvero si può negare continuità a una gestione commissariale che di fatto è l’unico elemento di concretezza e speranza nel panorama della ricostruzione post sisma 2016?
 
La risposta a queste domande di tanti terremotati, di cui da giorni raccolgo i dubbi e le preoccupazioni, è un secco “no”.
Ho atteso di ricevere molti messaggi e proteste, rispetto a queste dichiarazioni e alla logica che esse esprimono, prima di condividere questo post. Che non è in alcun modo “partitico”, non è contro X o Y, ma nasce da riflessioni ed esigenze che la stragrande maggioranza dei terremotati condivide, e in nome delle quali è pronta a esprimersi, se non addirittura a mobilitarsi.