
Siamo sempre più colpiti dal fatto che il vescovo di Camerino stia dove forse, in alcuni casi, non dovrebbe essere, mentre non c’è dove sarebbe importante che fosse. Su rigenerazioni.blog giorni fa è apparso un pezzo sul Massara dove si sottolineava la sua grande vicinanza al potere, circostanza che appare poco consona al suo mandato.
Ora ci colpiscono dei nuovi fatti: il non stare dove dovrebbe essere.
A Camerino il 5 agosto è stato inaugurato il giardino della pace nei pressi dell’Accademia della Musica realizzato dalla fondazione Bocelli, dove nelle vicinanze si trova la Fonte di San Venanzio.
Chi mancava a tale inaugurazione? Proprio il vescovo Massara.
Se fosse stato presente forse avrebbe visto le condizioni in cui si trova la chiesetta di San Venanzio. Una chiesa che nei secoli è stata molto amata dai camerinesi, basti ricordare che quando qualche concittadino emigrava passava per quella chiesa e lasciava una preghiera al santo.
Secondo fatto: il 6 agosto si è svolta la tradizionale festa della Madonna della Neve e la marcia della Pace da Serrapetrona su monte D’Aria. La chiesa fu edificata nei primi anni del ‘700 ad opera degli abitanti di Villa D’Aria e Castel S. Venanzio. Ovviamente l’assente era proprio il Massara.
Non vogliamo scomodare Papa Francesco e il suo impegno nel sostenere il messaggio di pace nel mondo, ma certo l’assenza del vescovo non può che lasciarci di stucco. Troviamo il vescovo di Camerino a giocare con il calciobalilla oppure accanto ai potenti ma NON ad inaugurare il giardino della pace o tra i fedeli alla festa della Madonna della Neve.
Matura sempre più la convinzione che il grande amore per qualcuno si eleva nel sentirsi vicino al potere perché dallo stesso può ottenere grandi soddisfazioni. Forse il vescovo Massara è convinto che governare il proprio gregge passi attraverso la vicinanza al potere, non si è accordo che la partecipazione dei fedeli alla sua chiesa, ora, appare inversamente proporzionale al suo legame con i potenti.
I. T.