
Pubblichiamo un’interessante intervista a Mirella Gattari, candidata alle elezioni del 25 settembre 2022 per la coalizione Italia Democratica e Progressista nel
- Vuoi parlarci di te e della tua esperienza lavorativa?
Ho un’azienda agricola che produce cereali: grano e girasoli oltre a olio. Per quasi 10 anni, due mandati, sono stata alla guida regionale di un’associazione agricola, la Cia confederazione italiana agricoltori. Dalla terra ho imparato a rispettare i tempi della natura, ad apprezzare i periodi che, sbagliando, in genere si considerano persi, ma che sono invece necessari alla nascita e alla crescita delle colture, che generalmente in primavera “esplodono” in bellezza e vigore per arrivare a frutto. Dalla rappresentanza ho ampliato la certezza che il noi, il confronto, la presenza sui territori sono sempre fondamentali. Mettendo da parte un po’ di io, ci si arricchisce nel noi e si trovano spunti, idee, forza per individuare le soluzioni migliori.
- La coalizione Italia democratica e progressista nei sondaggi è sfavorita, quali sono le motivazioni della tua canditura e come pensi di affrontare la campagna elettorale?
Penso che serva la buona politica, quella che non urla ma si confronta, quella che non è contro qualcuno, ma a favore dei cittadini, quella che ascolta e cerca soluzioni, quella che guarda il futuro delle prossime generazioni e non il proprio tornaconto, e come ci ha ricordato Piero Angela nel suo testamento, ognuno di noi deve fare la propria parte. Ho accettato la proposta del PD per questi motivi. Per quanto riguarda i sondaggi, nulla è scritto, la campagna elettorale inizia ora e la concretezza e la passione che mi vengono riconosciuti mi accompagneranno fino al 25 settembre. Le persone fanno sempre la differenza.
- Credo che la difficoltà più ardua sarà quella di motivare i tanti cittadini che sono sfiduciati e che sempre di più non si presentano ai seggi per votare. Con quale appello li vorresti coinvolgere?
Non sono gli slogan che mi appassionano, e non saprei proprio usarli. Il metodo di lavoro sarà quello che mi contraddistingue: parlare delle idee e proposte ma soprattutto ascoltare i cittadini, assicurando che la presenza, l’amore e l’attaccamento e l’attenzione al territorio non cambierà nel tempo, esattamente come ha contraddistinto i miei 10 anni di presidenza.
- Ascoltando alcune tue dichiarazioni mi ha colpito l’uso di una parola ” felicità” che raramente viene utilizzata quando si parla di politica. In che senso ne parli?
Le incertezze, i disagi, le paure, i problemi, minano la felicità di ognuno di noi. Sei felice se non sai come pagare le bollette o fare la spesa giornaliera? La felicità non è garantita da beni materiali o effimeri o da promesse vane, ma se si hanno diritti certi e garantiti, se le disuguaglianze vengono attenuate, se hai un lavoro e un reddito dignitoso, se hai strumenti ed opportunità per risolvere i problemi che si presentano, se la sanità pubblica funziona e ti garantisce l’accesso alle cure, se i tuoi figli hanno adeguate opportunità per il loro futuro. Solo una società felice può rendere grande il paese dove vive. Per questo motivo è necessario lavorare sulla felicità, per la felicità.
- La tua esperienza lavorativa e di impegno in una associazione agricola certamente ti vedono convinta sostenitrice di una agricoltura di qualità, di una agricoltura sostenibile…..
L’agricoltura è cibo, presidio, tutela … è vita! In queste 4 definizioni la qualità e la sostenibilità sono obbligatoriamente intrinseche, soprattutto per la meravigliosa produzione agricola marchigiana. Abbiamo anche la fortuna di avere un territorio salubre che per morfologia ben si presta a coltivazioni o allevamenti biologici garantendo produzioni di altissima qualità.
- La campagna elettorale che è appena iniziata sta utilizzando temi e toni non solo aspri ma scorretti e non rispettosi della dignità delle persone, vuoi dirci il tuo punto di vista sullo stupro di Piacenza e dell’uso di determinate notizie, immagini, video….
Lo stupro è un REATO. Il reo deve essere perseguito penalmente come da legge. La vittima deve essere curata, nel corpo e nell’anima e soprattutto tutelata, non messa in rete, che considero una ulteriore vergognosa violenza, a scopi giornalistici o elettorali. Non si può predicare o rivendicare sicurezza urlando e seminando odio; per avere sicurezza è necessario garantire diritti e combattere disagi e disuguaglianze. La campagna elettorale deve essere a favore di un progetto di società migliore. Se qualcuno cerca voti seminando odio probabilmente vuole una società impaurita, arrabbiata, rancorosa e violenta. Io preferisco impegnarmi e lavorare per la felicità di cui parlavamo prima.
- Da quanto ho capito di te mi sembra di poter dire che non contano solo i valori, le idee ma anche la dimensione dell’empatia, della vicinanza, della solidarietà, dell’azione …vuoi parlarci di come hai coniugato queste dimensioni?
Il primo incipit è: la vita è un dono bellissimo, e dobbiamo viverla ogni giorno per migliorarla, ma pensando al noi. Puoi mettere in pratica questo solo se il rispetto, per te stesso e per gli altri, “contamina” ogni azione, e lasciando un po’ indietro l’io riesci ad arricchirti, a migliorare con il noi. Dopo le scosse devastanti del terremoto, mi sentivo talmente impotente, insignificante quanto sfacciatamente fortunata per non aver subito le perdite che vedevo, che mi confidavano i cittadini del cratere. Era necessario pensare a qualcosa. Avevo un ruolo nazionale nell’associazione, e ho iniziato a portare la voce della mia terra “tremolante” tra i colleghi a Roma, e grazie alla loro grande solidarietà sono state organizzate una miriade di serate di beneficenza, soprattutto nel nord Italia, dove la mia testimonianza oltre a quella di alcuni agricoltori colpiti in modo devastante dal sisma che portavo con me, hanno permesso la raccolta di fondi necessari per acquistare i beni. Abbiamo consegnato decine di moduli abitativi su ruote agli allevatori che non potevano trasferirsi negli hotel sulla costa, uno pure a Camerino, fieno e mangimi per gli animali, una stalla provvisoria, un fienile, un ape porter e vari computer al comune di Castelsantangelo sul Nera, abbiamo organizzato mercati e vendite con i prodotti dell’area, e molto altro. Piccole gocce in un mare di necessità, frutto di grande solidarietà e impegno degli agricoltori. Se io ho avuto un piccolo merito in tutto questo è stato quello di aver ascoltato i cittadini e portato la loro voce, le loro necessità alle orecchie di chi non sapeva, anche facendo venire rete 4 a Camerino il 16 gennaio 2017 per far vedere a tutti gli italiani la drammatica situazione degli allevatori, visto che le reti nazionali si concentravano troppo spesso su territori non marchigiani.
Coltiviamo la speranza, insieme!